IlGiornale: "Rosso Istria", un film ricorda le vittime della follia titina

Ci sono voluti più di settant’anni per ricordare con un’opera cinematografica cruda e reale la “martire” della violenza anti italiana dei partigiani di Tito

“Red land, rosso Istria” è un film dalla parte di Norma Cossetto e di tutte le vittime delle foibe, che ti colpisce al cuore.
Ci sono voluti più di settant’anni per ricordare con un’opera cinematografica cruda e reale la “martire” della violenza anti italiana dei partigiani di Tito. Norma era una giovane studentessa universitaria, che non aveva mai fatto del male ad una mosca, “colpevole”, però, di essere la figlia di un podestà nel cuore dell’Istria. Gli aguzzini con la stella rossa l’hanno arrestata, poi interrogata e stuprata ripetutamente per scaraventarla alla fine in una foiba durante la prima ondata di vendette e pulizia etnica in seguito al vuoto di potere dell’8 settembre 1943.

Il film è stato presentato sabato scorso nello spazio della regione Veneto alla Mostra del cinema di Venezia, che ovviamente l’ha snobbato. Selene Gandini interpreta in maniera radiosa la giovane Norma amante della vita e della sua terra, rossa come il sangue. “La tragedia dell’esodo e delle foibe la conosco da sempre – racconta l’attrice – Mia nonna che purtroppo non c’è più, dalmata d’origine, aveva una taglia dei titini sulla testa perchè scriveva “Viva l’Italia” sui muri di Gorizia”. Il film si apre e chiude con la drammatica immagine delle mani di Norma legate con il filo di ferro e insanguinate, che sembrano cercare la luce nel buio della foiba.


Gli attori e il regista (a destra) di Rosso Istria

“È un film necessario oggi più che mai. Non si possono ignorare della pagine strappate della nostra storia così drammatiche” spiega Vincenzo Bocciarelli, uno degli attori. “Dopo tanti anni è venuto il momento di alzare il sipario e svelare, per la prima volta al cinema, la tragedia delle foibe a lungo volutamente dimenticata” aggiunge il giovane regista Maximiliano Hernando Bruno.

La fotografia e le riprese non hanno niente da invidiare ai film blasonati. Geraldine Chaplin dà il via alla storia di Norma, amica d’infanzia. La figlia del grande Charlie Chaplin è la nonna, che ai giorni nostri porta la nipote al Magazzino 18 del porto di Trieste, dove sono custodite le masserizie degli esuli. Franco Nero è magistrale quando viene trascinato nella cantina delle torture davanti al comandate partigiano che ha occupato Visinada. Veterano della prima guerra mondiale ed influente professore di italiano nel piccolo borgo istriano di Norma non ha paura degli schizzi di sangue sulla parete delle vittime dei partigiani. Anzi sfida gli aguzzini cercando di riportarli alla realtà: “Fascisti, comunisti? Siamo tutti noi”.

Un attore sloveno veste i panni di Mate, il boia titino. Non è facile interpretare i cattivi, senza ridurli a macchietta, ma Romeo Grebensek ci riesce perfettamente.

Il film prodotto da Venice film verrà proiettato in anteprima il 6 novembre a Roma con tutto il cast. Pochi i contributi pubblici giunti solo dal Veneto e dalle associazioni degli esuli, ma “i privati si sono mobilitati, da imprenditori a professionisti, acquistando quote dei diritti in tutta Italia” spiega il produttore Alessandro Centenaro. Rai cinema dovrebbe mandarlo in onda il 10 febbraio 2019, giorno del ricordo dell’esodo e delle foibe.

11/09/2018

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